CASTEL DEL MONTE

rima di dire che cosa sia Castel del Monte forse è opportuno dire che cosa non è.

Innanzi tutto non è un castello difensivo ed è evidente dalla assoluta incongruità delle sua strutture, non ha un fossato, non ha fortificazioni adatte allo scopo, le feritoie lungo le torri non sono simili a nessuna delle feritoie degli altri castelli di difesa, non permettono infatti nessuna visuale laterale ne permettono che un uomo armato ci si posizioni dietro sono troppo strette. Il castello non era inserito nel sistema difensivo di Federico II che lo ricordiamo aveva collocato i suoi castelli su tutto il territorio alla distanza di una giornata di cavallo l’uno dall’altro. Non era un luogo residenziale perché le stanze si inanellano le une con le altre, non ci sono appartamenti nel senso antico del termine, come luogo in cui ci si possa appartare, tutto è circolare e comunitario non ci sono neanche gli appartamenti femminili impossibili da isolare dal resto della costruzione. Non era un castello di caccia, ce ne sono altri  a 20 Km e con la struttura adatta, anche perché qui mancano le stalle, la cosa più inconsueta di questo luogo è che non c’è traccia ne di magazzini ne di stalle. Ricordiamo che il cavallo era l’unico mezzo di locomozione e da guerra di quei tempi, ed i castelli avevano le stalle all’interno, ben protette. In realtà vedremo che qualcosa all’esterno del castello c’era, infatti  gli scavi hanno permesso di ritrovare una cinta muraria pentagonale nella parte esterna al castello niente di speciale ma sufficiente ad albergare animali e servitori. Insomma il castello si connota come un luogo sacro a cui erano ammessi solo gli addetti ai lavori, dopo adeguata preparazione.

Dunque un luogo sopraelevato chiuso in se stesso, senza attitudini abitative. A cosa serviva dunque questo castello? Le risposte ai nostri interrogativi le dobbiamo cercare lontano. Federico II la cui reggia era a Palermo aveva una corte molto particolare aveva infatti raccolto intorno a se i migliori studiosi del tempo: astrologi arabi, cabalisti ebrei, mistici persiani e sufi, era insomma un Lorenzo il Magnifico un poco in anticipo sui tempi. Avendo per via del mediterraneo stretti rapporti con l’oriente, aveva cercato di acquisire tutte le conoscenze proprie di quelle culture. La stessa operazione che stavano facendo i templari, con gli stretti rapporti che andavano consolidando in medioriente.

Non dimentichiamo a questo proposito che le la cultura greca e mediorientale erano scomparse in occidente ad opera della patristica cristiana fatta eccezione per Aristotele, perché considerata pericolosa, ed ai tempi della Inquisizione era considerato reato saper leggere il greco. La cultura greca, l’occidente la riacquista attraverso gli arabi e le loro traduzioni. Dunque Federico II entra in contatto con i templari e ne diventa un prezioso alleato. L’intenzione però non è delle più limpide infatti infatti cova in segreto il sogno di prendere il controllo dell’Ordine, partecipa persino ad una crociata. Ma l’operazione  non gli riesce ed alla fine rompendo i rapporti con l’ordine, risolve il problema da imperatore, espelle i templari dal suo regno e si appropria dei loro beni. non prima di aver fondato l’Ordine Teutonico, che sono i templari alla “federiciana”. Esaurito lo scopo per cui era stato edificato, Castel del Monte comincia il suo lento declino.

Dobbiamo ora notare varie corrispondenze tra il castello e altri luoghi importanti. La prima corrispondenza che ci balza agli occhi é che la disposizione delle sale da cui si entra e si accede a livelli diversi ricorda il tempio iniziatico per eccellenza, la “Grande Piramide”, qui infatti l’iniziato percorreva prima un cammino in discesa poi saliva di livello raggiungendo la camera della regina ed infine la camera del re. Il percorso iniziatico serviva al candidato per sottoporsi a prove varie che lo coinvolgevano sia al livello mentale che al livello animico risvegliava la coscienza superiore.

La  seconda associazione è quella con il monte Moriach che è il monte  su cui sorgeva il tempio di Gerusalemme ora secondo la tradizione sabea che è quella del popolo che discende dalla regina di Saba, sotto il tempio di Re Salomone esisteva un altro tempio che era stato costruito da Enoch, prima del diluvio universale. Dentro questo tempio c’erano due colonne conservavano i testi sacri andati persi con le acque (tra l’altro il ritrovamento di queste colonne archivio è l’argomento di un particolare grado massonico che si chiama arco reale marinaro). Orbene il tempio aveva forma ottagonale e formato appunto da otto stanze successive. La tradizione vuole che alle varie stanze si acceda attraverso portali successivi e che l’ultima stanza abbia un portale successivo detto il portale della conoscenza che si apre da solo pronunciando la formula “Ain Souf”. Ora i sabei giurano che il tempio sotterraneo è ancora lì sotto, la cosiddetta “Spianata delle moschee”, Quando i templari arrivarono a Gerusalemme scavarono sotto la moschea di Umar ma non ci sono documenti su quello che trovarono, perché con la loro distruzione hanno portato il segreto nell”aldilà”.

Oggigiorno non è più possibile scavare perché le autorità palestinesi si oppongono categoricamente, speriamo che quanto prima il problema sia risolto. E’ quindi probabile che i templari abbiano ispirato la costruzione di Castel del Monte come se fosse una sorta di monte Moriach con il tempio sotterraneo all’interno.

Che rituali si praticavano al castello? La risposta è semplice erano rituali templari quindi un sincretismo di tipo cristiano-sufico. Il sufismo era una tradizione mistica molto antica, di origine indo-iranica era il misticismo praticato dai Parsi ed ideologicamente molto simile allo Yoga vedantico. Esso sopravvive allaconquista mussulmana della Persia integrandosi nella nuova religione e diffondendosi rapidamente in tutto il mondo islamico e dividendosi in varie correnti.

Alti esponenti sufi  entrarono in contatto con i templari fin dalla prima crociata, questo è documentato dalle cronache. Il contatto con queste personalità cambiò radicalmente gli obiettivi dei cavalieri. In occidente questo innescherà tutta una serie di trasformazioni culturali, sociali ed architettoniche. La cattedrale gotica ne è l’esempio più alto ma in ogni luogo d’Europa compaiono archi gotici e piante ottagonali.

L’ottagono ha un simbolismo molto importante è infatti simbolo di vita eterna e il numero dell’equilibrio cosmico, esso succede infatti ai sette giorni della creazione. Per la mistica cristiana è il simbolo della resurrezione del Cristo perché viene dopo i sette del vecchio mondo, cominciando un mondo nuovo.

Nelle tradizioni buddiste é il simbolo della liberazione a cui si giunge attraverso una ottuplice via.

La principale cerimonia iniziatica sufi ancora oggi praticata era detta delle “Sette principesse”, in questa cerimonia che si svolgeva in un luogo a pianta ottagonale, il candidato doveva visitare sette stanze di colore diverso dove veniva esaminato da sette principesse abbigliate con i colori del padiglione in cui si trovano, che ricordano un poco la Beatrice di Dante che gli comunicano i segreti della grande opera, o Alchimia. Man mano che procede il candidato opera una trasformazione su se stesso fino a prendere il posto che gli compete nell’ottava stanza, l’ultima. Per i fratelli che sono liberi muratori, ricordo che qualcosa di questa tradizione è presente anche nel nostro rituale, infatti il candidato nel suo peregrinare in loggia, passa prima davanti al venerabile poi davanti a primo e secondo sorvegliante poi di nuovo davanti al venerabile e davanti ai sorveglianti ed infine nuovamente davanti al venerabile, per un totale di sette soste, prima di andare al posto che gli compete, ogni volta sottoposto ai vari esami e vari insegnamenti. Possiamo quindi immaginare nel milleduecento che la cosa sia comprensibile dato che i templari erano pur sempre dei monaci. Inoltre per gli islamici le fanciulle dovevano rappresentare le Uri, delle figure femminili di cui era popolato il paradiso, forse senza di loro la scenografia non sarebbe stata altrettanto credibile. Ricordiamo brevemente alcuni punti sul simbolismo della cerimonia:

 

  • La prima stanza corrispondeva a Saturno ed era nera
  • La seconda stanza corrispondeva al Sole ed era gialla
  • La terza stanza corrispondeva alla Luna ed era verde
  • La quarta stanza corrispondeva a Marte ed era rosso scuro
  • La quinta stanza corrispondeva  a Mercurio ed era turchese
  • La sesta stanza corrispondeva a Giove ed era di color sandalo
  • la settima stanza corrispondeva a Venere ed era bianca.

 

Come si vede la cerimonia ha un aspetto prettamente alchemico infatti dall’”Opera al Nero” della prima stanza passiamo via via ai colori che si manifestano nell’Atanor fino al bianco mercuriale dei filosofi, l’”Opera al Bianco”. Per quanto riguarda l’ottava ed ultima stanza quella dell’iniziando, le cose sono controverse perché alcuni dicono che non aveva colori era solo nuda pietra altri dicono che aveva il colore del cinabro  la cosa è spiegabile tenendo conto che i templari avevano due gradi quello di scudiero e quello di cavaliere pertanto la prima stanza la potremo assimilare alla stanza dei passi perduti quando il percorso comincia, ed alla caverna mistica quando il percorso è completo. Il simbolismo della grotta è un simbolismo importante, ad esempio: Pitagora si chiude in una grotta per conoscere i segreti dell’universo, Gesù nasce in una grotta, ed è ancora una grotta dove nasce il dio Mithra. Nel grado successivo quello di cavaliere, la stanza conclusiva è rossa perché è quella del cinabro, della pietra filosofale cioè l’”Opera al rosso”. Il percorso della cerimonia non si svolgeva lo ricordiamo in modo lineare, da una stanza all’altra, ma come nella grande piramide si doveva entrare in una stanza passare all’altra, salire una scala passare in un’altra stanza e poi ridiscendere e così via, con il sistema del labirinto tridimensionale.

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