Massoneria contraddizione apparente

no dei caratteri più intriganti dell’istituzione è la apparente contraddizione dei suoi contenuti, essa conserva un aspetto a scacchiera in tutta la sua struttura.

Da una parte c’è un atteggiamento rigido rispetto i documenti conservati per cui si crede solo a ciò che si vede, nulla esiste se non ci sono pezze d’appoggio, se dei documenti di provata autenticità non ne avvalorino la sostanza. Poi, di contro si da somma importanza alle leggende che tutto sono tranne che delle certezze. Ma ciò che balza subito agli occhi è la forte componente illuministica. Il grande merito della massoneria è aver traghettato la civiltà occidentale fuori dall’oscurantismo e dall’assolutismo. Quando in Loggia si diceva che tutti gli uomini hanno i medesimi diritti, che la libertà è un diritto di ogni uomo, e che la fratellanza è l’unica possibilità di rapportarsi tra i popoli, all’esterno delle nostre sacre mura il potere costituito sosteneva che il re aveva potere di vita o di morte sui sudditi perché glielo conferiva Dio in persona. La religione negava ogni possibilità scientifica e perseguitava coloro che non erano allineati con l’ortodossia religiosa, ed il patibolo gettava la sua ombra sinistra. Quello che oggi è considerato assodato, non molti decenni fa era visto come pericoloso. Molti fratelli hanno dato la vita per affermare i diritti di ogni uomo libero. Ogni fratello massone non se ne rende conto, ma porta il testimone come in una staffetta verso le generazioni future, porta il testimone del libero pensiero. La storia oggi ha sbeffeggiato coloro che volevano tenere la società moderna incatenata in una visione talebana del mondo, ma questi passi in avanti sono stati fatti da persone, da massoni, non sono avvenuti spontaneamente.

 

La massoneria nasce, e ne siamo certi da congregazioni di artigiani che non sapevano leggere, la massoneria è anche un percorso cavalleresco. I vertici dei riti e spesso la loro struttura sono cavallereschi, come parte della iniziazione è con i suoi rimandi costanti alla veglia d’armi che i cavalieri facevano prima dell’investitura.

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